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Archivio Febbraio 2011

Vaccini e alterazioni cerebrali simili a quelli dell’autismo.

28 Febbraio 2011 590 commenti

Riporto di seguito un post di Giuditta pubblicato nel suo interessantissimo blog TUTTOUNO.

Ne consiglio la lettura.

Nenet

autismo e vaccini

articolo tratto da: http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2010/08/nuovi-studi-mostrano-che-i-vaccini.html

di: Dan Olmsted and Mark Blaxill, Age of Autism
traduzione:
http://nwo-truthresearch.blogspot.com

Crescita e funzioni anormali del cervello sono caratteristiche dell’autismo, una patologia dello sviluppo sempre più comune, che colpisce oggi 1 ragazzo su 60 negli Stati Uniti.

Ora i ricercatori dell’Università di Pittsburg e il Thoughtful House Center for Children a Austin, in Texas, hanno trovato notevoli cambiamenti cerebrali, simili a quelli visti nell’autismo, nelle scimmie che avevano ricevuto un vaccino utilizzato nel programma negli anni ’90, il quale conteneva il Thimerosal, il conservante a base di mercurio.
I risultati del gruppo sono stati pubblicati ieri sulla rivista Acta Neurobiologiae Experimentalis. Sono state usate tecniche di scansione che hanno stimato sia la crescita del cervello che le funzioni cerebrali negli stessi animali nel corso del tempo. Il gruppo di ricerca ha potuto vedere le differenze di sviluppo del cervello tra gli animali vaccinati e quelli non vaccinati. Le scansioni sono state effettuate prima e dopo la somministrazione elementare dell’ MMR e quelle di richiamo dei DTaP/Hib, che sono stati somministrati all’equivalente umano dell’età di 12 mesi.
Al confronto con gli animali non vaccinati, durante tutto il periodo di studio, gli animali vaccinati hanno mostrato un aumento del volume cerebrale totale, una caratteristica del cervello in molti bimbi con autismo. Tuttavia, l’amigdala, una parte specifica del cervello associata alle risposte emotive, che si pensava fosse importante nell’autismo, non ha mostrato anomalie fino a dopo i 12 mesi dalla somministrazione del vaccino.
Inoltre, a soli 12 mesi dal vaccino, le scansioni delle funzioni cerebrali mostravano differenze significative tra i gruppi vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Queste scansioni delle funzioni hanno monitorato l’attività dei recettori per i composti simili alla morfina (oppiacei), che possono giocare un ruolo nel cervello dei bambini affetti da autismo. La somministrazione del vaccino è stata associata ad un aumento dell’attività di legame degli oppioidi nell’amigdala, rispetto a una diminuzione nel gruppo dei non vaccinati.
I risultati indicano che l’esposizione multipla ai vaccini durante i precedenti 3-4 mesi poteva avere un impatto significativo nella crescita e sviluppo del cervello, che era coerente con i dati pubblicati sull’autismo.
Per l’amigdala, le nuove scoperte di crescita e funzioni anormali sembrano essere funzionali ad una più recente esposizione a vaccino – i 12 mesi dal vaccino elementare MMR dai i richiami per DTaP e Hib.
In un editoriale di accompagnamento il Dr. Kris Turlejski, il capo redattore, ha descritto i risultati come “allarmanti”, “sostenendo la possibilità che vi sia un legame tra l’immunizazione precoce e l’eziologia dell’autismo.”
Nello stesso primate, il team di ricerca aveva già identificato un’aquisizione ritardata dei riflessi del tronco encefalico nei neonati a cui, il primo giorno di vita, sono stati somministrati vaccini per l’epatite B contenenti thimerosal, rispetto agli animali non vaccinati. E’ attualmente in corso una seconda fase di studio più ampia, per vedere se questi risultati possono essere replicati.
Il dottor Andrew Wakefield, che non è un autore elencato nella lista, ma il cui supporto nella progettazione dello studio è riconosciuto, ha detto:”Spero che il modello non solo fornisca importanti informazioni sulle origini dell’autismo, ma anche i modi per testare in modo sicuro possibili nuove cure per l’autismo e vaccini.”

Riferimenti:

Laura Hewitson, Brian J. Lopresti, Carol Stott, N. Scott Mason, and Jaime Tomko. Influence of pediatric vaccines on amygdala growth and opioid ligand binding in rhesus macaque infants: A pilot study. Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 147–164
Kris Turlejski. Focus on Autism Editorial Comment Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 117–118

Dan Olmsted is Editor of Age of Autism. Mark Blaxill is Editor-At-Large. Their book The Age of Autism; Mercury, Medicine and a Manmade Epidemic is available for pre-order HERE.

Articolo originale:

http://www.ageofautism.com/2010/07/new-study-shows-vaccines-cause-brain-changes-found-in-autism.html

Al Poetto in febbraio …

25 Febbraio 2011 112 commenti

Adoro il mare d’inverno …

anche quando fa freddo!!!

Ci imbacucchiamo tutti e andiamo a godercelo …

… e lui è lì,  tutto per noi!

Ieri era calmo …  il freddo pungeva i nostri volti e le mani

ma non potevamo rinunciare! :-)

Buona serata

Nenet :-)

Video importato

Ricerca: Autismo, a caccia di virus nel Dna

22 Febbraio 2011 556 commenti

DNA

Sequenze di Dna virali nascoste all’interno del menoma, che si attivano solo dopo il primo mese di gravidanza, compromettendo il funzionamento di alcune cellule del sistema nervoso e provocando nel nascituro l’insorgere della malattia. Questa è la suggestiva ipotesi di studio sull’autismo, che ha permesso al laboratorio di Psichiatria molecolare e Neurogenetica dell’importante complesso ospedaliero Campus Bio-medico di Roma diretto dal professor Antonio Persico, di ottenere uno dei tre finanziamenti di 100mila dollari nell’ambito del primo ciclo del programma Trailblazer della “Autism Speaks”, fondazione nordamericana che finanzia ricerche con spiccate caratteristiche di originalità nella lotta contro la drammatica sindrome autistica.
Le mutazioni genetiche nel Dna dei genitori di bambini affetti da autismo, al centro delle ricerche condotte negli ultimi vent’anni, spiega Persico, possono attualmente giustificare non più del 15-20% dei casi di autismo. Per questo, continua Persico, si ritiene che almeno una parte del restante 80% delle sindromi autistiche potrebbe essere causata da gameti infettati da virus, che si trasmettono al nascituro nel momento della fecondazione.
Secondo gli scienziati occorre considerare la cosiddetta “ereditabilità” della malattia: una coppia con un figlio autistico, infatti, ha 150 possibilità in più rispetto ad una coppia con un figlio sano, di avere in una seconda gravidanza un bambino affetto da autismo. Ecco, dunque, l’ipotesi che ciò che si trasmette da genitori a figli, e che produce la sindrome autistica, non sia necessariamente un genoma umano, ma possa essere Dna virale celato all’interno delle sue sequenze.
Le teorie pionieristiche di Persico sono, tra l’altro, compatibili anche con tutta una serie di alterazioni tipicamente presenti nei soggetti autistici a livello immunitario, biochimico e della curva della crescita: elementi, questi, che fanno ritenere possibile una patogenesi che affianchi alla disfunzione regolativa, a livello immunitario, anche una sorta di “interruttore” di tipo virale. Per questo una parte dei finanziamenti saranno usati per testare la presenza di migliaia di sequenze virali nel liquido seminale di quei soggetti che hanno accettato di sottoporsi all’esperimento. Lo studio sperimentale sarà condotto in collaborazione con l’Istituto di Endocrinologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Unita Operativa di Anatomia Patologica del Campus Bio-Medico e con il contributo del dipartimento di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario di Tor vergata. Le prospettive, in caso di conferma alle ipotesi di Persico, sono importanti: provare la presenza di sequenze virali tipiche nel Dna nei soggetti a rischio, controllarne l’attivazione e limitarne i danni nel nascituro, anche dal punto di vista delle cure potrà indirizzare in modo più mirato, le terapie esistenti e la ricerca farmacologia.
Ricordiamoci che oggi l’autismo è considerato dalla comunità scientifica internazionale come una patologia molto grave, un disturbo che compromette la funzione cerebrale; infatti la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione. Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, di recentemente è invalso l’uso di parlare, più correttamente, di “Disturbi dello spettro autistico”.
Gli autistici in effetti mostrano un’apparente carenza di interesse e di reciprocità relazionale con gli altri; propendendo una tendenza all’isolamento e alla chiusura sociale; apparente indifferenza emotiva agli stimoli o, al contrario, iper eccitabilità agli stessi; con una difficoltà a instaurare un contatto visivo diretto. Una traguardo da raggiungere, dunque, per la scienza; una speranza, invece, per milioni di genitori e bambini.

Fonte

Lolacanetta, gioielli di fimo

14 Febbraio 2011 198 commenti

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Oggi voglio dedicare questo spazio alle creazioni in pasta di fimo della mia amica e collega Giuliana. Sono autentici gioielli!!!
Tutta la collezione è visibile nella sua pagina Prosegui la lettura…









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