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Archivio per la categoria ‘Medicina e Salute’

Autismo: un questionario per la diagnosi precoce

2 Maggio 2011 139 commenti

bambino(AGI) Washington – Un semplice questionario che puo’ essere compilato in cinque minuti puo’ predire con il 75 per cento di efficacia l’insorgere dell’autismo. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Pediatrics, secondo cui tramite le risposte dei genitori e’ possibile individuare gia’ all’eta’ di un anno i primi segni della malattia. La ricerca ha coinvolto piu’ di 10mila bambini, ai cui genitori e’ stato chiesto di compilare un questionario su alcune abilita’ dei piccoli, da quelle manuali alla comunicazione, e i 184 bimbi che hanno fallito il primo test sono stati seguiti fino all’eta’ di tre anni. Al termine del test al 75 per cento dei bambini e’ stato diagnosticato l’autismo o una qualche sindrome legata a questa malattia. “Molti studi sottolineano l’importanza di iniziare il trattamento precocemente nei casi di autismo – hanno scritto gli autori, dell’Universita’ della California – e la possibilita’ di fare una diagnosi gia’ quando il bambino ha solo un anno e’ fondamentale”

Fonte: AGI news

Un uovo per l’Autismo a Cagliari

9 Aprile 2011 806 commenti

1 uovo per l'autismo - Cagliari

In occasione delle imminenti festività pasquali con una piccola donazione (min € 8,00) in favore dell’Associazione Diversamente Onlus, riceverai in omaggio un magnifico Uovo di Pasqua (al latte, gr 350) con sorpresa e contribuirai a finanziare il nostro progetto estivo in favore delle persone con disturbi dello spettro Autistico.

Domenica 10 Aprile 2011 ci trovate a:

Cagliari – Ospedale Brotzu – dalle 11,00 alle 14,30

per eventuali prenotazioni:  info@diversamenteonlus.org

Diversamente ONLUS

http://www.diversamenteonlus.org

Vaccini e alterazioni cerebrali simili a quelli dell’autismo.

28 Febbraio 2011 590 commenti

Riporto di seguito un post di Giuditta pubblicato nel suo interessantissimo blog TUTTOUNO.

Ne consiglio la lettura.

Nenet

autismo e vaccini

articolo tratto da: http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2010/08/nuovi-studi-mostrano-che-i-vaccini.html

di: Dan Olmsted and Mark Blaxill, Age of Autism
traduzione:
http://nwo-truthresearch.blogspot.com

Crescita e funzioni anormali del cervello sono caratteristiche dell’autismo, una patologia dello sviluppo sempre più comune, che colpisce oggi 1 ragazzo su 60 negli Stati Uniti.

Ora i ricercatori dell’Università di Pittsburg e il Thoughtful House Center for Children a Austin, in Texas, hanno trovato notevoli cambiamenti cerebrali, simili a quelli visti nell’autismo, nelle scimmie che avevano ricevuto un vaccino utilizzato nel programma negli anni ’90, il quale conteneva il Thimerosal, il conservante a base di mercurio.
I risultati del gruppo sono stati pubblicati ieri sulla rivista Acta Neurobiologiae Experimentalis. Sono state usate tecniche di scansione che hanno stimato sia la crescita del cervello che le funzioni cerebrali negli stessi animali nel corso del tempo. Il gruppo di ricerca ha potuto vedere le differenze di sviluppo del cervello tra gli animali vaccinati e quelli non vaccinati. Le scansioni sono state effettuate prima e dopo la somministrazione elementare dell’ MMR e quelle di richiamo dei DTaP/Hib, che sono stati somministrati all’equivalente umano dell’età di 12 mesi.
Al confronto con gli animali non vaccinati, durante tutto il periodo di studio, gli animali vaccinati hanno mostrato un aumento del volume cerebrale totale, una caratteristica del cervello in molti bimbi con autismo. Tuttavia, l’amigdala, una parte specifica del cervello associata alle risposte emotive, che si pensava fosse importante nell’autismo, non ha mostrato anomalie fino a dopo i 12 mesi dalla somministrazione del vaccino.
Inoltre, a soli 12 mesi dal vaccino, le scansioni delle funzioni cerebrali mostravano differenze significative tra i gruppi vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Queste scansioni delle funzioni hanno monitorato l’attività dei recettori per i composti simili alla morfina (oppiacei), che possono giocare un ruolo nel cervello dei bambini affetti da autismo. La somministrazione del vaccino è stata associata ad un aumento dell’attività di legame degli oppioidi nell’amigdala, rispetto a una diminuzione nel gruppo dei non vaccinati.
I risultati indicano che l’esposizione multipla ai vaccini durante i precedenti 3-4 mesi poteva avere un impatto significativo nella crescita e sviluppo del cervello, che era coerente con i dati pubblicati sull’autismo.
Per l’amigdala, le nuove scoperte di crescita e funzioni anormali sembrano essere funzionali ad una più recente esposizione a vaccino – i 12 mesi dal vaccino elementare MMR dai i richiami per DTaP e Hib.
In un editoriale di accompagnamento il Dr. Kris Turlejski, il capo redattore, ha descritto i risultati come “allarmanti”, “sostenendo la possibilità che vi sia un legame tra l’immunizazione precoce e l’eziologia dell’autismo.”
Nello stesso primate, il team di ricerca aveva già identificato un’aquisizione ritardata dei riflessi del tronco encefalico nei neonati a cui, il primo giorno di vita, sono stati somministrati vaccini per l’epatite B contenenti thimerosal, rispetto agli animali non vaccinati. E’ attualmente in corso una seconda fase di studio più ampia, per vedere se questi risultati possono essere replicati.
Il dottor Andrew Wakefield, che non è un autore elencato nella lista, ma il cui supporto nella progettazione dello studio è riconosciuto, ha detto:”Spero che il modello non solo fornisca importanti informazioni sulle origini dell’autismo, ma anche i modi per testare in modo sicuro possibili nuove cure per l’autismo e vaccini.”

Riferimenti:

Laura Hewitson, Brian J. Lopresti, Carol Stott, N. Scott Mason, and Jaime Tomko. Influence of pediatric vaccines on amygdala growth and opioid ligand binding in rhesus macaque infants: A pilot study. Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 147–164
Kris Turlejski. Focus on Autism Editorial Comment Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 117–118

Dan Olmsted is Editor of Age of Autism. Mark Blaxill is Editor-At-Large. Their book The Age of Autism; Mercury, Medicine and a Manmade Epidemic is available for pre-order HERE.

Articolo originale:

http://www.ageofautism.com/2010/07/new-study-shows-vaccines-cause-brain-changes-found-in-autism.html

Ricerca: Autismo, a caccia di virus nel Dna

22 Febbraio 2011 556 commenti

DNA

Sequenze di Dna virali nascoste all’interno del menoma, che si attivano solo dopo il primo mese di gravidanza, compromettendo il funzionamento di alcune cellule del sistema nervoso e provocando nel nascituro l’insorgere della malattia. Questa è la suggestiva ipotesi di studio sull’autismo, che ha permesso al laboratorio di Psichiatria molecolare e Neurogenetica dell’importante complesso ospedaliero Campus Bio-medico di Roma diretto dal professor Antonio Persico, di ottenere uno dei tre finanziamenti di 100mila dollari nell’ambito del primo ciclo del programma Trailblazer della “Autism Speaks”, fondazione nordamericana che finanzia ricerche con spiccate caratteristiche di originalità nella lotta contro la drammatica sindrome autistica.
Le mutazioni genetiche nel Dna dei genitori di bambini affetti da autismo, al centro delle ricerche condotte negli ultimi vent’anni, spiega Persico, possono attualmente giustificare non più del 15-20% dei casi di autismo. Per questo, continua Persico, si ritiene che almeno una parte del restante 80% delle sindromi autistiche potrebbe essere causata da gameti infettati da virus, che si trasmettono al nascituro nel momento della fecondazione.
Secondo gli scienziati occorre considerare la cosiddetta “ereditabilità” della malattia: una coppia con un figlio autistico, infatti, ha 150 possibilità in più rispetto ad una coppia con un figlio sano, di avere in una seconda gravidanza un bambino affetto da autismo. Ecco, dunque, l’ipotesi che ciò che si trasmette da genitori a figli, e che produce la sindrome autistica, non sia necessariamente un genoma umano, ma possa essere Dna virale celato all’interno delle sue sequenze.
Le teorie pionieristiche di Persico sono, tra l’altro, compatibili anche con tutta una serie di alterazioni tipicamente presenti nei soggetti autistici a livello immunitario, biochimico e della curva della crescita: elementi, questi, che fanno ritenere possibile una patogenesi che affianchi alla disfunzione regolativa, a livello immunitario, anche una sorta di “interruttore” di tipo virale. Per questo una parte dei finanziamenti saranno usati per testare la presenza di migliaia di sequenze virali nel liquido seminale di quei soggetti che hanno accettato di sottoporsi all’esperimento. Lo studio sperimentale sarà condotto in collaborazione con l’Istituto di Endocrinologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Unita Operativa di Anatomia Patologica del Campus Bio-Medico e con il contributo del dipartimento di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario di Tor vergata. Le prospettive, in caso di conferma alle ipotesi di Persico, sono importanti: provare la presenza di sequenze virali tipiche nel Dna nei soggetti a rischio, controllarne l’attivazione e limitarne i danni nel nascituro, anche dal punto di vista delle cure potrà indirizzare in modo più mirato, le terapie esistenti e la ricerca farmacologia.
Ricordiamoci che oggi l’autismo è considerato dalla comunità scientifica internazionale come una patologia molto grave, un disturbo che compromette la funzione cerebrale; infatti la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione. Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, di recentemente è invalso l’uso di parlare, più correttamente, di “Disturbi dello spettro autistico”.
Gli autistici in effetti mostrano un’apparente carenza di interesse e di reciprocità relazionale con gli altri; propendendo una tendenza all’isolamento e alla chiusura sociale; apparente indifferenza emotiva agli stimoli o, al contrario, iper eccitabilità agli stessi; con una difficoltà a instaurare un contatto visivo diretto. Una traguardo da raggiungere, dunque, per la scienza; una speranza, invece, per milioni di genitori e bambini.

Fonte

Stereotipie

14 Novembre 2010 565 commenti

urloI primi studi che hanno esaminato i comportamenti stereotipati nei bambini con autismo hanno trovato che questi comportamenti spesso avvengono quando non c’è niente da fare. Inoltre anche quando c’e’ qualcosa da fare, il bambino non intraprende attivita’ appropriate senza essere aiutato a farlo. Perciò à generalmente raccomandato arricchire l’ambiente con giochi e attivita’ in congiunzione con l’occupare il bambino in attività appropriate. Un membro della famiglia o un terapista puo’ continuamente redirigere il bambino a partecipare ad attivià appropriate durante il giorno fornendo la minor quantita’ di aiuto possibile nel fargli intraprendere le attività volute. Per esempio il bambino può essere aiutato a giocare con dei giocattoli con un aiuto verbale, ma se cio’ non bastasse si dovrebbe usare un aiuto piu’ efficace quale il modellargli l’azione , con gesti o aiuti fisici. Per i bambini molto piccoli spesso insegnare a giocare appropriatamente con i giocattoli fa decrescere le stereotipie. Questa abilità potrà essere insegnata in piccoli steps, utilizzando per ogni step di gioco la tecnica dell’aiuto e del rinforzo. Questo funziona molto bene se l’attivita’ di gioco danno al bambino lo stesso tipo di stimolazione che riceve dai comportamenti stereotipati. Per esempio se al bambino piace emettere dei suoni in un modo stereotipato, un gioco musicale gli darà lo stesso tipo di stimolazione auditiva. Se gli piace guardare cose che fluttuano nell’aria (come piume, particelle di polvere), le bolle di sapone gli forniranno la stessa stimolazione visiva. Bambini con autismo si osservano avere comportamenti stereotipati quando vivono situazioni difficili. Duran e Carr (1987) hanno trovato che se si riesce ad insegnare al bambino a chiedere aiuto in queste situazioni (e poi si fornisce l’aiuto richiesto) i loro comportamenti stereotipati diminuiranno. Questa tecnica insegna al bambino le abilita’ necessarie per chiedere le cose senza intraprendere comportamenti stereotipati. Per esmpio gli sara’ insegnato a dire, a seconda delle diverse occasioni “Voglio aiuto”, ” Voglio giocare”, “Voglio una pausa”.

Dal manuale di Catherine Maurice ” Behavioral Intervention for young children with autism ” (Intervento comportamentale per bambini con autismo)

http://www.emergenzautismo.org/

Filippo Ongaro: considerazioni sulla medicina e sui vaccini

9 Agosto 2010 537 commenti

di Federico Povoleri

Nell’ambito del dibattito sui vaccini, desidero riportare alcune considerazioni del Dr. Filippo Ongaro, dottore e ricercatore conosciuto e stimato a livello internazionale, che ha pubblicato importantissime ricerche sul sistema immunitario.

Il Dottor Ongaro ha vissuto per molti anni all’estero, dove ha lavorato come medico degli astronauti presso l’agenzia spaziale europea (ESA). Si è occupato per anni dell’invecchiamento accelerato negli astronauti, sviluppando metodi di intervento per rallentarlo adottati sia dall’ ESA che dalla NASA, dove ha lavorato a lungo presso il Johnson Space Center di Houston.

E’ stato anche “Flight Surgeon” (medico d’equipaggio) presso il Gagarin Cosmonaut Training Center in Russia, dove tra il 2001 e il 2002 Prosegui la lettura…









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