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Autismo: un questionario per la diagnosi precoce

2 Maggio 2011 139 commenti

bambino(AGI) Washington – Un semplice questionario che puo’ essere compilato in cinque minuti puo’ predire con il 75 per cento di efficacia l’insorgere dell’autismo. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Pediatrics, secondo cui tramite le risposte dei genitori e’ possibile individuare gia’ all’eta’ di un anno i primi segni della malattia. La ricerca ha coinvolto piu’ di 10mila bambini, ai cui genitori e’ stato chiesto di compilare un questionario su alcune abilita’ dei piccoli, da quelle manuali alla comunicazione, e i 184 bimbi che hanno fallito il primo test sono stati seguiti fino all’eta’ di tre anni. Al termine del test al 75 per cento dei bambini e’ stato diagnosticato l’autismo o una qualche sindrome legata a questa malattia. “Molti studi sottolineano l’importanza di iniziare il trattamento precocemente nei casi di autismo – hanno scritto gli autori, dell’Universita’ della California – e la possibilita’ di fare una diagnosi gia’ quando il bambino ha solo un anno e’ fondamentale”

Fonte: AGI news

Un uovo per l’Autismo a Cagliari

9 Aprile 2011 806 commenti

1 uovo per l'autismo - Cagliari

In occasione delle imminenti festività pasquali con una piccola donazione (min € 8,00) in favore dell’Associazione Diversamente Onlus, riceverai in omaggio un magnifico Uovo di Pasqua (al latte, gr 350) con sorpresa e contribuirai a finanziare il nostro progetto estivo in favore delle persone con disturbi dello spettro Autistico.

Domenica 10 Aprile 2011 ci trovate a:

Cagliari – Ospedale Brotzu – dalle 11,00 alle 14,30

per eventuali prenotazioni:  info@diversamenteonlus.org

Diversamente ONLUS

http://www.diversamenteonlus.org

Vaccini e alterazioni cerebrali simili a quelli dell’autismo.

28 Febbraio 2011 590 commenti

Riporto di seguito un post di Giuditta pubblicato nel suo interessantissimo blog TUTTOUNO.

Ne consiglio la lettura.

Nenet

autismo e vaccini

articolo tratto da: http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2010/08/nuovi-studi-mostrano-che-i-vaccini.html

di: Dan Olmsted and Mark Blaxill, Age of Autism
traduzione:
http://nwo-truthresearch.blogspot.com

Crescita e funzioni anormali del cervello sono caratteristiche dell’autismo, una patologia dello sviluppo sempre più comune, che colpisce oggi 1 ragazzo su 60 negli Stati Uniti.

Ora i ricercatori dell’Università di Pittsburg e il Thoughtful House Center for Children a Austin, in Texas, hanno trovato notevoli cambiamenti cerebrali, simili a quelli visti nell’autismo, nelle scimmie che avevano ricevuto un vaccino utilizzato nel programma negli anni ’90, il quale conteneva il Thimerosal, il conservante a base di mercurio.
I risultati del gruppo sono stati pubblicati ieri sulla rivista Acta Neurobiologiae Experimentalis. Sono state usate tecniche di scansione che hanno stimato sia la crescita del cervello che le funzioni cerebrali negli stessi animali nel corso del tempo. Il gruppo di ricerca ha potuto vedere le differenze di sviluppo del cervello tra gli animali vaccinati e quelli non vaccinati. Le scansioni sono state effettuate prima e dopo la somministrazione elementare dell’ MMR e quelle di richiamo dei DTaP/Hib, che sono stati somministrati all’equivalente umano dell’età di 12 mesi.
Al confronto con gli animali non vaccinati, durante tutto il periodo di studio, gli animali vaccinati hanno mostrato un aumento del volume cerebrale totale, una caratteristica del cervello in molti bimbi con autismo. Tuttavia, l’amigdala, una parte specifica del cervello associata alle risposte emotive, che si pensava fosse importante nell’autismo, non ha mostrato anomalie fino a dopo i 12 mesi dalla somministrazione del vaccino.
Inoltre, a soli 12 mesi dal vaccino, le scansioni delle funzioni cerebrali mostravano differenze significative tra i gruppi vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Queste scansioni delle funzioni hanno monitorato l’attività dei recettori per i composti simili alla morfina (oppiacei), che possono giocare un ruolo nel cervello dei bambini affetti da autismo. La somministrazione del vaccino è stata associata ad un aumento dell’attività di legame degli oppioidi nell’amigdala, rispetto a una diminuzione nel gruppo dei non vaccinati.
I risultati indicano che l’esposizione multipla ai vaccini durante i precedenti 3-4 mesi poteva avere un impatto significativo nella crescita e sviluppo del cervello, che era coerente con i dati pubblicati sull’autismo.
Per l’amigdala, le nuove scoperte di crescita e funzioni anormali sembrano essere funzionali ad una più recente esposizione a vaccino – i 12 mesi dal vaccino elementare MMR dai i richiami per DTaP e Hib.
In un editoriale di accompagnamento il Dr. Kris Turlejski, il capo redattore, ha descritto i risultati come “allarmanti”, “sostenendo la possibilità che vi sia un legame tra l’immunizazione precoce e l’eziologia dell’autismo.”
Nello stesso primate, il team di ricerca aveva già identificato un’aquisizione ritardata dei riflessi del tronco encefalico nei neonati a cui, il primo giorno di vita, sono stati somministrati vaccini per l’epatite B contenenti thimerosal, rispetto agli animali non vaccinati. E’ attualmente in corso una seconda fase di studio più ampia, per vedere se questi risultati possono essere replicati.
Il dottor Andrew Wakefield, che non è un autore elencato nella lista, ma il cui supporto nella progettazione dello studio è riconosciuto, ha detto:”Spero che il modello non solo fornisca importanti informazioni sulle origini dell’autismo, ma anche i modi per testare in modo sicuro possibili nuove cure per l’autismo e vaccini.”

Riferimenti:

Laura Hewitson, Brian J. Lopresti, Carol Stott, N. Scott Mason, and Jaime Tomko. Influence of pediatric vaccines on amygdala growth and opioid ligand binding in rhesus macaque infants: A pilot study. Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 147–164
Kris Turlejski. Focus on Autism Editorial Comment Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 117–118

Dan Olmsted is Editor of Age of Autism. Mark Blaxill is Editor-At-Large. Their book The Age of Autism; Mercury, Medicine and a Manmade Epidemic is available for pre-order HERE.

Articolo originale:

http://www.ageofautism.com/2010/07/new-study-shows-vaccines-cause-brain-changes-found-in-autism.html

Ricerca: Autismo, a caccia di virus nel Dna

22 Febbraio 2011 556 commenti

DNA

Sequenze di Dna virali nascoste all’interno del menoma, che si attivano solo dopo il primo mese di gravidanza, compromettendo il funzionamento di alcune cellule del sistema nervoso e provocando nel nascituro l’insorgere della malattia. Questa è la suggestiva ipotesi di studio sull’autismo, che ha permesso al laboratorio di Psichiatria molecolare e Neurogenetica dell’importante complesso ospedaliero Campus Bio-medico di Roma diretto dal professor Antonio Persico, di ottenere uno dei tre finanziamenti di 100mila dollari nell’ambito del primo ciclo del programma Trailblazer della “Autism Speaks”, fondazione nordamericana che finanzia ricerche con spiccate caratteristiche di originalità nella lotta contro la drammatica sindrome autistica.
Le mutazioni genetiche nel Dna dei genitori di bambini affetti da autismo, al centro delle ricerche condotte negli ultimi vent’anni, spiega Persico, possono attualmente giustificare non più del 15-20% dei casi di autismo. Per questo, continua Persico, si ritiene che almeno una parte del restante 80% delle sindromi autistiche potrebbe essere causata da gameti infettati da virus, che si trasmettono al nascituro nel momento della fecondazione.
Secondo gli scienziati occorre considerare la cosiddetta “ereditabilità” della malattia: una coppia con un figlio autistico, infatti, ha 150 possibilità in più rispetto ad una coppia con un figlio sano, di avere in una seconda gravidanza un bambino affetto da autismo. Ecco, dunque, l’ipotesi che ciò che si trasmette da genitori a figli, e che produce la sindrome autistica, non sia necessariamente un genoma umano, ma possa essere Dna virale celato all’interno delle sue sequenze.
Le teorie pionieristiche di Persico sono, tra l’altro, compatibili anche con tutta una serie di alterazioni tipicamente presenti nei soggetti autistici a livello immunitario, biochimico e della curva della crescita: elementi, questi, che fanno ritenere possibile una patogenesi che affianchi alla disfunzione regolativa, a livello immunitario, anche una sorta di “interruttore” di tipo virale. Per questo una parte dei finanziamenti saranno usati per testare la presenza di migliaia di sequenze virali nel liquido seminale di quei soggetti che hanno accettato di sottoporsi all’esperimento. Lo studio sperimentale sarà condotto in collaborazione con l’Istituto di Endocrinologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Unita Operativa di Anatomia Patologica del Campus Bio-Medico e con il contributo del dipartimento di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario di Tor vergata. Le prospettive, in caso di conferma alle ipotesi di Persico, sono importanti: provare la presenza di sequenze virali tipiche nel Dna nei soggetti a rischio, controllarne l’attivazione e limitarne i danni nel nascituro, anche dal punto di vista delle cure potrà indirizzare in modo più mirato, le terapie esistenti e la ricerca farmacologia.
Ricordiamoci che oggi l’autismo è considerato dalla comunità scientifica internazionale come una patologia molto grave, un disturbo che compromette la funzione cerebrale; infatti la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione. Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, di recentemente è invalso l’uso di parlare, più correttamente, di “Disturbi dello spettro autistico”.
Gli autistici in effetti mostrano un’apparente carenza di interesse e di reciprocità relazionale con gli altri; propendendo una tendenza all’isolamento e alla chiusura sociale; apparente indifferenza emotiva agli stimoli o, al contrario, iper eccitabilità agli stessi; con una difficoltà a instaurare un contatto visivo diretto. Una traguardo da raggiungere, dunque, per la scienza; una speranza, invece, per milioni di genitori e bambini.

Fonte

Stereotipie

14 Novembre 2010 565 commenti

urloI primi studi che hanno esaminato i comportamenti stereotipati nei bambini con autismo hanno trovato che questi comportamenti spesso avvengono quando non c’è niente da fare. Inoltre anche quando c’e’ qualcosa da fare, il bambino non intraprende attivita’ appropriate senza essere aiutato a farlo. Perciò à generalmente raccomandato arricchire l’ambiente con giochi e attivita’ in congiunzione con l’occupare il bambino in attività appropriate. Un membro della famiglia o un terapista puo’ continuamente redirigere il bambino a partecipare ad attivià appropriate durante il giorno fornendo la minor quantita’ di aiuto possibile nel fargli intraprendere le attività volute. Per esempio il bambino può essere aiutato a giocare con dei giocattoli con un aiuto verbale, ma se cio’ non bastasse si dovrebbe usare un aiuto piu’ efficace quale il modellargli l’azione , con gesti o aiuti fisici. Per i bambini molto piccoli spesso insegnare a giocare appropriatamente con i giocattoli fa decrescere le stereotipie. Questa abilità potrà essere insegnata in piccoli steps, utilizzando per ogni step di gioco la tecnica dell’aiuto e del rinforzo. Questo funziona molto bene se l’attivita’ di gioco danno al bambino lo stesso tipo di stimolazione che riceve dai comportamenti stereotipati. Per esempio se al bambino piace emettere dei suoni in un modo stereotipato, un gioco musicale gli darà lo stesso tipo di stimolazione auditiva. Se gli piace guardare cose che fluttuano nell’aria (come piume, particelle di polvere), le bolle di sapone gli forniranno la stessa stimolazione visiva. Bambini con autismo si osservano avere comportamenti stereotipati quando vivono situazioni difficili. Duran e Carr (1987) hanno trovato che se si riesce ad insegnare al bambino a chiedere aiuto in queste situazioni (e poi si fornisce l’aiuto richiesto) i loro comportamenti stereotipati diminuiranno. Questa tecnica insegna al bambino le abilita’ necessarie per chiedere le cose senza intraprendere comportamenti stereotipati. Per esmpio gli sara’ insegnato a dire, a seconda delle diverse occasioni “Voglio aiuto”, ” Voglio giocare”, “Voglio una pausa”.

Dal manuale di Catherine Maurice ” Behavioral Intervention for young children with autism ” (Intervento comportamentale per bambini con autismo)

http://www.emergenzautismo.org/

Vorrei entrare nel tuo mondo …

22 Settembre 2010 26 commenti

Osservo Maria e mi chiedo cosa pensi, fino a che punto capisce ed in che modo percepisce l’ambiente che la circonda.

Dell’Autismo sò molto poco, da appena un anno (da quando abbiamo avuto la certezza della diagnosi) mi sto documentando e confrontando con altri genitori.

Esistono delle testimonianze di persone autistiche che, cresciute, hanno scritto del loro mondo, anche questo mi aiuta a capire cosa potrebbe pensare Mari e come aiutarla.

Il rapporto fra me e lei si è stretto molto in questi ultimi mesi. Prima mi considerava una persona come le altre. Ci sfuggiva. Mai in braccio, mai “Mamma”. Ora sono il suo punto di riferimento. Un grande passo avanti. Anche con gli altri è cambiata, più partecipe, allegra. All’asilo ha riconosciuto tutti i compagni dello scorso anno e cercava l’insegnante di sostegno che è stata trasferita. Sono contenta. Questo è davvero importante, che lei cresca e sbocci pian piano come un fiore …

Giracchiando per siti ho trovato il racconto di Gunilla Gerland, autistica, del giorno del suo compleanno.

Il compleanno.

Alle mie feste di compleanno raramente venivano bambini, perché non ne conoscevo. Non mi piacevano i bambini dei miei compleanni. Erano invitati da mia madre che, in preda ad una inopportuna pietà, aveva pensato che anche alla mia festa dovessero esserci dei bambini. Probabilmente pensava che in quel modo mi sarei sentita meno sola, invece mi sentivo offesa. Non capivo perché tutti quei bambini dovessero stare nella mia casa, nel mio giardino e giocare insieme durante il giorno del mio compleanno.
Non potevo partecipare ai loro giochi. A me bastava che fossero in tre o quattro, affinché non diventassero un ammasso informe di braccia, gambe voci e risate.
Questo mi spaventava e mi stancava. Era come essere chiusi in una stanza piena di palle pazze in costante movimento. Mi sedevo da qualche parte da sola a mangiare dolci, oppure mi “spegnevo”, staccavo la spina e sprofondavo in me stessa. … “corri a giocare!”, mi dicevano. Ma io non potevo né correre né giocare. “corri a giocare” mi dicevano, come se fossi una bambina qualsiasi.
Allora io cercavo di esserlo. Ma non aveva importanza quanto mi sforzassi perché quel mio comportamento aveva un tono falso ed un sapore sgradevole. Mi sentivo diversa. Questa diversità strideva dentro di me come un gesso su una lavagna. La vedevo quando la mia immagine si rifletteva negli occhi degli altri. Come in uno specchio della casa stregata: innaturale, irreale, diversa. Sentivo quella diversità nel fruscio che accompagnava le loro voci quando mi parlavano, quando parlavano alla bambina che cercava di essere una qualunque. La diversità mi urlava che non avrebbe funzionato, “non importa quanto tu possa provare, perché sarai sempre e solo una brutta copia di quella bambina qualsiasi!
Mi sforzavo tanto per essere un’altra bambina, una bambina comune, una bambina qualunque. Lo desideravo tanto.

Fonte: http://autismoincazziamoci.org

LO STRANO CASO DEL COMMISSARIO CALAMIDA E DEL BAMBINO DIMENTICATO

8 Agosto 2010 825 commenti

In una intervista rilasciata a L’Unione Sarda il 5 agosto 2010 il commissario asl Maurizio Calamida sentenzia: “Non stiamo smantellando la sanità”, dice che si tratta di bugie per screditare la Asl. Al termine dell’intervista dice che, il servizio di Neuropsichiatria infantile è in funzione regolarissimamente presso il Crobu di Iglesias. A questo punto noi ci chiediamo: “ e Carbonia” ? L’Amministrazione Comunale di Carbonia ha messo a disposizione della Asl locali idonei a garantire i servizi territoriali di neuropsichiatria infantile, compreso il centro per l’autismo ( Centro Polivalente di via Costituente).In occasione del convegno “ BAMBINO DIMENTICATO” ( inquietante questo titolo!!!), svoltosi a Carbonia il 6 maggio 2010, organizzato dall’ Associazione Onlus Autismo Carbonia e dalla Provincia, il commissario straordinario Calamida annunciò a gran voce: “ entro maggio faremo decollare il centro per l’autismo”. Bellissime parole!!! Qualcuno in apertura del convegno affermò che non si trattava di una passerella elettorale ma, il fatto che mancasse meno di un mese al rinnovo del Consiglio Provinciale, fosse solo una coincidenza. Benissimo! Ma il tempo passa e quel “ bambino dimenticato” è definitivamente caduto nell’oblio! Attualmente il servizio di neuropsichiatria infantile è diviso in due, una parte presso l’ ospedale Sirai e l’altra nel suddetto centro. Questo impedisce ai vari operatori ( alcuni dei quali molto preparati e altamente qualificati) di lavorare bene, a discapito dei piccoli pazienti. Per esempio, se un bambino è seguito dagli operatori dislocati in via Costituente e ha necessità di fare i test di valutazione, deve avere la “ bontà” di aspettare che il materiale necessario venga trasportato dalla sede del Sirai a quello di via Costituente ( sempre che non serva agli operatori rimasti a Sirai). Considerando che nella provincia di Carbonia Iglesias sono documentati circa quattrocento casi di persone affette da disturbi dello “ spettro autistico”, è giusto che si crei tutta questa confusione? Chiediamo al dottor Calamida quando pensa di far decollare questo centro, forse quando i piccoli pazienti diventeranno adulti? Probabilmente egli non sà quanto sia importante intervenire tempestivamente e quanto sia importante garantire ai terapisti e ai pazienti ( si tratta di bambini) un ambiente sereno e comodo. Tutti meritano attenzione e cure particolari. Per favore, non parliamo più di BAMBINO DIMENTICATO, ma di BAMBINI VITTIME di lotte intestine, bambini che hanno bisogno di essere assistiti in modo continuo e costante per poter migliorare la loro condizione e invece sono abbandonati a se stessi. COMMISSARIO, I BAMBINI RINGRAZIANO…………………………………….fine della prima puntata.

Fonte

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La Pianta Storta …

31 Luglio 2010 500 commenti

giardino

In un enorme giardino c’erano tutti i tipi di alberi esistenti. Erano tutti diversi uno dall’altro ma insieme creavano un parco stupendo. Solo uno era il problema: un alberello, una misera pianticella tutta storta e striminzita; sembrava quasi inutile in mezzo a tutte quelle bellissime piante.

I visitatori rimanevano estasiati da tutte quelle piante, quelle meraviglie naturali e non notavano neppure l’alberello o, se lo notavano, si chiedevano cosa ci facesse lì e come mai non l’avessero ancora tolto. E qualcuno andò proprio a chiederlo al proprietario del giardino perchè non si preoccupava di toglierlo.

Ma il proprietario non si sognava neppure di sradicare la pianticella. Secondo lui ogni albero del giardino aveva un ruolo importantissimo: esisteva! Questo era sufficiente perchè l’alberello restasse al suo posto.

Cosa contava se non era cresciuto come gli altri, se le sue foglie erano opache e il suo tronco storto?
Per queste stupide ragioni non aveva il diritto di vivere anche lui?
Era inutile, forse, solo sulla base del suo aspetto?

Gli uccellini si posavano sulle querce e sugli ulivi, così come si posavano su di lui, la sua linfa non era diversa da quella degli altri e quella pianticella, vista con occhi sensibili e non superficiali, avrebbe dato le stesse emozioni, le stesse gioie di un’altra pianta di quel meraviglioso giardino.

di SOSTEGNO PER L’AUTIMO

Il colloquio finale

20 Giugno 2010 25 commenti

Mari

Terminati i test di controllo dopo un anno dall’ingresso di Maria in terapia. Venerdì io e Carlo abbiamo avuto il colloquio finale per tirare le somme. Rispetto allo scorso anno in cui Maria non ha collaborato a nessun test questa volta c’è stata più partecipazione, anche se non totalmente. E’ ovvio che nel suo ambiente è molto più aperta e comunicativa mentre lì in ospedale con persone estranee è più chiusa. Non ha parlato quasi mai. Nel complesso c’è stato un miglioramento. Mentre lo scorso anno l’età dimostrata era di 1 anno e mezzo ora è cresciuta a 2 anni e mezzo (Maria ha 4 anni e mezzo). L’importante è che sia migliorata … sono le battute di arresto prolungate o le regressioni che preoccupano, finchè và avanti và bene.  Questo mi consola ma non mi rende felice. In questo periodo difficile anche per il lavoro lo accetto come un dato positivo ma non sono felice. Sì è vero, c’è di peggio ma questo non mi consola. Se penso che Maria ha quasi 5 anni e dal punto di vista psichico ne ha invece 2 e mezzo … OK non ci penso. Questo momento passerà. Alla mia domanda su come sarà il suo domani mi hanno risposto che nei casi come il suo (non gravissimo) se il progresso prosegue avrà un notevole margine di recupero, ma non totale.

Andiamo avanti.

I giorni del test

26 Maggio 2010 20 commenti

Ieri Maria ha ripreso i suoi test di valutazione al Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo del Brotzu di Cagliari. Una serie di test che serviranno a capire se la terapia svolta finora ha portato dei risultati o no. In queste situazioni io entro in crisi. I test infatti non vengono fatti solo su di lei ma anche a noi genitori. Si tratta di domande a cui dovevo rispondere tenendo presente non ciò che io penso Maria potrebbe saper fare ma ciò che realmente lei è in grado di fare ora. Non è semplice rispondere per più di mezz’ora cercando di ricordare tutto col pensiero poi delle conseguenze delle mie risposte. Maria ha iniziato la terapia ad agosto dello scorso anno ed i progressi ci sono stati. Da bambina completamente chiusa in sè stessa ora è come un bocciolo che si sta schiudendo. Piano piano ma lo sta facendo. Poi ci sono i momenti di arresto in cui è come se si bloccasse e dallo sguardo vuoto non si riesce a capire cosa stia pensando … poi all’improvviso è come se si ridestasse, come se niente fosse. Per me sono alti e bassi. Mi sforzo di essere sempre positiva, di non farle capire quando sono giù ma a volte sono stanca e cado nello sconforto. Allora penso al suo domani mi ciedo come sarà, se potrà avere una sua vita normale … domande a cui nessuno può rispondere …. Mi rialzo e vado avanti …

Passo dopo passo ….

26 Aprile 2010 125 commenti

Ringrazio gli amici che mi hanno espresso il loro pensiero nel post precedente! Alla fine siamo più vicini di ciò che si possa pensare! Nel giro di pochi mesi ci siamo trovati in un altro mondo, quello dei genitori di figli disabili a renderci conto soprattutto di quanto i loro diritti non vengano rispettati. La fortuna è stata quella di essere stati subito indirizzati dal nostro Medico Pediatra verso le strutture giuste: la Clinica Neuropsichiatria Infantile di Cagliari direttore Prof. Zuddas e Il Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo “Brotzu” di Cagliari del Dott. Doneddu. Ed è stato proprio lui ad accendere nel buio della nostra disperazione la luce della speranza, a dirci che Maria con un’adeguata terapia intensiva in un anno avrebbe fatto dei progressi notevoli! E così è stato! Questo ci lascia ben sperare per il futuro, il grande punto interrogativo che ci poniamo. Ho deciso di non pensarci al futuro, di fare un passo alla volta vicino a lei coinvolgendo anche Lorenzo, il mio cucciolo più grande perchè questo è un percorso che si fà tutti insieme. La serenità e l’unione della famiglia è molto importante per Mari. Il futuro sarà quel che sarà, noi faremo tutto il possibile e l’impossibile per lei. Non è una forma gravissima perchè pian piano Mari sta iniziando a comunicare, a modo suo, con noi ma anche con il mondo esterno alla famiglia e questo è un grande passo avanti. La cosa che mi ha sorpreso di più è stata la grande diffusione di questa patologia, soprattutto negli ultimi anni, una vera e propria “epidemia”! In alcune famiglie addirittura 2 su 3 figli sono autistici ed anche 3 su 3. Ci sono delle ipotesi sempre più accreditate che le cause siano specifiche e di questo parlerò in un’altro post. Una cosa è certa: da quando abbiamo avuto la diagnosi siamo più sereni. Almeno ora sappiamo. E’ sempre meglio sapere cosa si deve combattere, anche se all’inizio fà male, un male da cani! Piuttosto che brancolare nel dubbio …..

Nenet

Nenet

Fiaccolata per l’Autismo a Roma. Le foto.

3 Aprile 2010 94 commenti

autism awareIeri, Giornata Mondiale dell’Autismo si è svolta a Roma una ficcolata promossa dai genitori dei bambini autistici Prosegui la lettura…









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