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Post Taggati ‘disturbi pervasivi dello sviluppo’

Un uovo per l’Autismo a Cagliari

9 Aprile 2011 806 commenti

1 uovo per l'autismo - Cagliari

In occasione delle imminenti festività pasquali con una piccola donazione (min € 8,00) in favore dell’Associazione Diversamente Onlus, riceverai in omaggio un magnifico Uovo di Pasqua (al latte, gr 350) con sorpresa e contribuirai a finanziare il nostro progetto estivo in favore delle persone con disturbi dello spettro Autistico.

Domenica 10 Aprile 2011 ci trovate a:

Cagliari – Ospedale Brotzu – dalle 11,00 alle 14,30

per eventuali prenotazioni:  info@diversamenteonlus.org

Diversamente ONLUS

http://www.diversamenteonlus.org

Vorrei entrare nel tuo mondo …

22 Settembre 2010 26 commenti

Osservo Maria e mi chiedo cosa pensi, fino a che punto capisce ed in che modo percepisce l’ambiente che la circonda.

Dell’Autismo sò molto poco, da appena un anno (da quando abbiamo avuto la certezza della diagnosi) mi sto documentando e confrontando con altri genitori.

Esistono delle testimonianze di persone autistiche che, cresciute, hanno scritto del loro mondo, anche questo mi aiuta a capire cosa potrebbe pensare Mari e come aiutarla.

Il rapporto fra me e lei si è stretto molto in questi ultimi mesi. Prima mi considerava una persona come le altre. Ci sfuggiva. Mai in braccio, mai “Mamma”. Ora sono il suo punto di riferimento. Un grande passo avanti. Anche con gli altri è cambiata, più partecipe, allegra. All’asilo ha riconosciuto tutti i compagni dello scorso anno e cercava l’insegnante di sostegno che è stata trasferita. Sono contenta. Questo è davvero importante, che lei cresca e sbocci pian piano come un fiore …

Giracchiando per siti ho trovato il racconto di Gunilla Gerland, autistica, del giorno del suo compleanno.

Il compleanno.

Alle mie feste di compleanno raramente venivano bambini, perché non ne conoscevo. Non mi piacevano i bambini dei miei compleanni. Erano invitati da mia madre che, in preda ad una inopportuna pietà, aveva pensato che anche alla mia festa dovessero esserci dei bambini. Probabilmente pensava che in quel modo mi sarei sentita meno sola, invece mi sentivo offesa. Non capivo perché tutti quei bambini dovessero stare nella mia casa, nel mio giardino e giocare insieme durante il giorno del mio compleanno.
Non potevo partecipare ai loro giochi. A me bastava che fossero in tre o quattro, affinché non diventassero un ammasso informe di braccia, gambe voci e risate.
Questo mi spaventava e mi stancava. Era come essere chiusi in una stanza piena di palle pazze in costante movimento. Mi sedevo da qualche parte da sola a mangiare dolci, oppure mi “spegnevo”, staccavo la spina e sprofondavo in me stessa. … “corri a giocare!”, mi dicevano. Ma io non potevo né correre né giocare. “corri a giocare” mi dicevano, come se fossi una bambina qualsiasi.
Allora io cercavo di esserlo. Ma non aveva importanza quanto mi sforzassi perché quel mio comportamento aveva un tono falso ed un sapore sgradevole. Mi sentivo diversa. Questa diversità strideva dentro di me come un gesso su una lavagna. La vedevo quando la mia immagine si rifletteva negli occhi degli altri. Come in uno specchio della casa stregata: innaturale, irreale, diversa. Sentivo quella diversità nel fruscio che accompagnava le loro voci quando mi parlavano, quando parlavano alla bambina che cercava di essere una qualunque. La diversità mi urlava che non avrebbe funzionato, “non importa quanto tu possa provare, perché sarai sempre e solo una brutta copia di quella bambina qualsiasi!
Mi sforzavo tanto per essere un’altra bambina, una bambina comune, una bambina qualunque. Lo desideravo tanto.

Fonte: http://autismoincazziamoci.org

La Pianta Storta …

31 Luglio 2010 500 commenti

giardino

In un enorme giardino c’erano tutti i tipi di alberi esistenti. Erano tutti diversi uno dall’altro ma insieme creavano un parco stupendo. Solo uno era il problema: un alberello, una misera pianticella tutta storta e striminzita; sembrava quasi inutile in mezzo a tutte quelle bellissime piante.

I visitatori rimanevano estasiati da tutte quelle piante, quelle meraviglie naturali e non notavano neppure l’alberello o, se lo notavano, si chiedevano cosa ci facesse lì e come mai non l’avessero ancora tolto. E qualcuno andò proprio a chiederlo al proprietario del giardino perchè non si preoccupava di toglierlo.

Ma il proprietario non si sognava neppure di sradicare la pianticella. Secondo lui ogni albero del giardino aveva un ruolo importantissimo: esisteva! Questo era sufficiente perchè l’alberello restasse al suo posto.

Cosa contava se non era cresciuto come gli altri, se le sue foglie erano opache e il suo tronco storto?
Per queste stupide ragioni non aveva il diritto di vivere anche lui?
Era inutile, forse, solo sulla base del suo aspetto?

Gli uccellini si posavano sulle querce e sugli ulivi, così come si posavano su di lui, la sua linfa non era diversa da quella degli altri e quella pianticella, vista con occhi sensibili e non superficiali, avrebbe dato le stesse emozioni, le stesse gioie di un’altra pianta di quel meraviglioso giardino.

di SOSTEGNO PER L’AUTIMO

I giorni del test

26 Maggio 2010 20 commenti

Ieri Maria ha ripreso i suoi test di valutazione al Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo del Brotzu di Cagliari. Una serie di test che serviranno a capire se la terapia svolta finora ha portato dei risultati o no. In queste situazioni io entro in crisi. I test infatti non vengono fatti solo su di lei ma anche a noi genitori. Si tratta di domande a cui dovevo rispondere tenendo presente non ciò che io penso Maria potrebbe saper fare ma ciò che realmente lei è in grado di fare ora. Non è semplice rispondere per più di mezz’ora cercando di ricordare tutto col pensiero poi delle conseguenze delle mie risposte. Maria ha iniziato la terapia ad agosto dello scorso anno ed i progressi ci sono stati. Da bambina completamente chiusa in sè stessa ora è come un bocciolo che si sta schiudendo. Piano piano ma lo sta facendo. Poi ci sono i momenti di arresto in cui è come se si bloccasse e dallo sguardo vuoto non si riesce a capire cosa stia pensando … poi all’improvviso è come se si ridestasse, come se niente fosse. Per me sono alti e bassi. Mi sforzo di essere sempre positiva, di non farle capire quando sono giù ma a volte sono stanca e cado nello sconforto. Allora penso al suo domani mi ciedo come sarà, se potrà avere una sua vita normale … domande a cui nessuno può rispondere …. Mi rialzo e vado avanti …

Passo dopo passo ….

26 Aprile 2010 125 commenti

Ringrazio gli amici che mi hanno espresso il loro pensiero nel post precedente! Alla fine siamo più vicini di ciò che si possa pensare! Nel giro di pochi mesi ci siamo trovati in un altro mondo, quello dei genitori di figli disabili a renderci conto soprattutto di quanto i loro diritti non vengano rispettati. La fortuna è stata quella di essere stati subito indirizzati dal nostro Medico Pediatra verso le strutture giuste: la Clinica Neuropsichiatria Infantile di Cagliari direttore Prof. Zuddas e Il Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo “Brotzu” di Cagliari del Dott. Doneddu. Ed è stato proprio lui ad accendere nel buio della nostra disperazione la luce della speranza, a dirci che Maria con un’adeguata terapia intensiva in un anno avrebbe fatto dei progressi notevoli! E così è stato! Questo ci lascia ben sperare per il futuro, il grande punto interrogativo che ci poniamo. Ho deciso di non pensarci al futuro, di fare un passo alla volta vicino a lei coinvolgendo anche Lorenzo, il mio cucciolo più grande perchè questo è un percorso che si fà tutti insieme. La serenità e l’unione della famiglia è molto importante per Mari. Il futuro sarà quel che sarà, noi faremo tutto il possibile e l’impossibile per lei. Non è una forma gravissima perchè pian piano Mari sta iniziando a comunicare, a modo suo, con noi ma anche con il mondo esterno alla famiglia e questo è un grande passo avanti. La cosa che mi ha sorpreso di più è stata la grande diffusione di questa patologia, soprattutto negli ultimi anni, una vera e propria “epidemia”! In alcune famiglie addirittura 2 su 3 figli sono autistici ed anche 3 su 3. Ci sono delle ipotesi sempre più accreditate che le cause siano specifiche e di questo parlerò in un’altro post. Una cosa è certa: da quando abbiamo avuto la diagnosi siamo più sereni. Almeno ora sappiamo. E’ sempre meglio sapere cosa si deve combattere, anche se all’inizio fà male, un male da cani! Piuttosto che brancolare nel dubbio …..

Nenet

Nenet








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